
Ci sono modi diversi di vivere una partita. Quello di Ludovica passa dagli odori, dai suoni, dagli abbracci. Undici anni, cieca, tifosissima bianconera: per lei andare al Del Duca la domenica non è un’abitudine, è quasi un obbligo del cuore. Una storia che ha commosso tutti, raccontata anche dal servizio del TGR.
“Mi chiamo Ludovica, ho 11 anni e la mia passione è l’Ascoli”, si presenta così. Una passione nata quasi naturalmente: “Avendo questa squadra qui, ti viene davvero la voglia”.
Il suo racconto dello stadio è un viaggio sensoriale che arriva dritto al cuore. “Quando sto per arrivare cammino verso la curva, sento l’odore del cibo, il panino con la porchetta, le frittelle, le sirene del pullman che arriva, tanta gente, tantissima gente. L’emozione e l’aria di vittoria.” Ludovica “vede” la partita con tutto il resto: l’energia degli spalti, il boato del gol, la tensione quando la squadra attacca. “Quando la palla è in attacco diciamo: dai, ora segna, ce la possiamo fare. L’energia si sente. E quando stiamo per segnare, papà mi prende, o mamma mi stringe.”
Accanto a lei c’è sempre la famiglia. Il papà, tifoso di lunga data, racconta con orgoglio cosa significhi condividere tutto questo: “Ci sono andato da ragazzo e mi fa piacere portare anche mia figlia, mio figlio, tutta la famiglia. Non è una passeggiata: è come una giornata di lavoro. Noi sugli spalti non stiamo fermi a guardare, viviamo ogni pallone.” Ed è lui a sottolineare il valore più bello di queste domeniche: “Le stiamo dando le basi giuste, così un giorno, quando avrà l’età, potrà fare tutto quello che deve dalla sua parte.” Non a caso, il primo coro è sempre lo stesso: l’incoraggiamento ai ragazzi in campo.
C’è anche la maturità di chi sa già cosa vuol dire tifare davvero: “Sono soddisfatta se raggiungiamo un bel risultato. Se non ci riusciamo non lo sono, ma non mi arrabbio: so che non si può vincere sempre.”
La storia di Ludovica è una lezione per tutti. Perché la vera passione non ha bisogno degli occhi per essere vissuta fino in fondo. E il Del Duca, con i suoi profumi, i suoi cori e i suoi abbracci, è la sua casa.
