
Nella serata di ieri è andato in scena, presso lo Stadio Adriatico di Pescara, il primo turno eliminatorio di Coppa Italia. Una sfida dal grande fascino, che a distanza di diversi anni, è tornata sul rettangolo verde. Si sono affrontate infatti il Pescara e la Sambenedettese per un derby che ha riportato alla memoria grandi sfide del passato.
Un primo tempo che di certo non è iniziato in modo scoppiettante, ma che con il passare dei minuti ha visto in campo una Samb migliore, che con più convinzione e organizzazione ha cercato di colpire verso la porta avversaria. Pescara sceso in campo con poche idee e poche trame di gioco, mai pericoloso e in generale non convincente all’interno di tutti i primi 45 minuti di gioco. Il vantaggio rossoblu arriva su un pallone, uno dei tanti nella prima frazione, recuperato all’altezza del centrocampo. Ne nasce una transizione offensiva che porta Toure a servire l’accorrente Nicoli sul centro sinistra. L’esterno rossoblu controlla e al limite dell’area lascia partire un tiro che, dopo la deviazione, si insacca sotto la traversa.
Nella ripresa il copione della partita cambia decisamente. I ragazzi di mister Buscè entrano in campo con un piglio diverso, e si nota fin dalle prime battute della ripresa, con sicuramente una spinta offensiva più convincente e che mette in difficoltà i rossoblu. Al 55′ colpita anche una clamorosa traversa da Merola, che dal vertice destro dell’area di rigore ha calciato con il sinistro, facendo tremare la porta difesa da Krapikas. Samb che si compatta e riesce a tenere botta sulle iniziative pescaresi, arrivate principalmente con Letizia e il numero 10 biancoazzurro. Nell’ultimo terzo di gara la squadra di Boscaglia prova anche a farsi rivedere in avanti, cercando qualche ripartenza, ma soprattutto rallentando la spinta avversaria. Tra attimi di tensione e un finale anche nervoso, gli ultimi minuti non regalano ulteriori emozioni, permettendo così alla Samb di portare a casa la partita.
Una vittoria importante che permette non solo di passare il turno, ma anche di arrivare all’inizio del campionato con un piglio diverso, positivo, e che aumenta il morale dei giocatori e non solo. Chiaramente ci sono ancora cosa da rivedere, ma questa squadra ha lasciato diversi buoni spunti sui quali aggrapparsi in vista del prossimo futuro.
Nel post partita sono anche intervenuti i due allenatori insieme al giocatore del Pescara Gaetano Letizia. Queste le loro parole, il primo ad intervenire è stato il mister di casa Buscè: “Ci aspettavamo questo tipo di partita. La squadra nel primo tempo è stata bruttina, ma nella ripresa ci è mancato solo il goal. Dobbiamo avere pazienza e accettare le critiche ma la squadra è viva e ha avuto una reazione importante. Quel tipo di inizio è dovuto dal timore che ti blocca, poi la partita è stata sbloccata da un episodio. Sarei stato più preoccupato se avessimo proseguito in quel modo anche nel secondo tempo”.
Il mister ha anche commentato la situazione Di Nardo, con il giocatore che è in uscita: “Quando un problema si può risolvere non mi preoccupo, lo faccio con chi è all’interno del gruppo. Vediamo come si evolve la situazione”.
L’allenatore prosegue poi così: “Noto che aleggia una cappa di negatività e questo i ragazzi se lo portano dietro. Il mister è un alleato dei giocatori e non un nemico, in più ci sono anche richieste diverse e si devono ancora abituare”.
Sul gioco espresso e sulle possibili soluzioni offensive: “Davanti ci vuole una prima punta, oggi il più alto era 1.65m con Gigli 30cm più alto. Al momento dobbiamo sempre giocare palla a terra, poi più avanti potremo variare e cercare altre soluzioni”.
Sulla nostra domanda riguardo cosa li ha messi più in difficoltà della Sambenedettese si è espresso così: “Della Sambenedettese ricordo un tiro in porta deviato in goal, basta così. Non ho visto il nostro portiere fare interventi eclatanti. Avessero fatto una partita diversa sarei qui a fargli i complimenti. Nel primo tempo si sono viste le nostre difficoltà, vuoi per la partita di Avezzano, vuoi per le scorie di due mesi e mezzo fa, vuoi per questo periodo particolare ma nella ripresa hanno cercato di riprendere la partita. Ci è mancato solo il goal, la brutta verità è che vince chi fa più goal dell’altro e loro sono stati bravi a portare a casa il risultato”.
Successivamente è intervenuto Boscaglia, che ha subito risposto alla lettura della partita dell’allenatore avversario: “Ognuno giustamente dice quello che vuole, noi abbiamo fatto la partita che volevamo. Strutturalmente eravamo il doppio e proprio per questo abbiamo sempre cercato di mandarli esterni, perché così potevano essere meno pericolosi. Sapevamo che nel secondo tempo avremmo sofferto ma abbiamo tenuto bene la partita fino alla fine”.
Sulla sua espulsione: “Ingiusta perché prima serviva l’ammonizione. Ho protestato per delle incongruenze con alcuni falli”.
Alla nostra domanda specifica, sulla sua soddisfazione riguardo come sono arrivati al primo appuntamento ufficiale, ha risposto così: “Prima dell’inizio del campionato manca sempre qualcosa, sia dal punto di vista fisico che numerico della rosa. Oggi abbiamo fatto a meno di due giocatori nuovi fondamentali per noi che sono Tunjov e Plicco ma ne mancavano anche altri. Candellori tutta la settimana non si è allenato. Abbiamo avuto tanti problemi come li ha avuti anche il Pescara, è giusto dire la verità. A noi è mancato un giocatore a centrocampo che dettasse i tempi e che ci facesse tenere un po’ più palla. Quando loro hanno preso le redini del gioco hanno dato continuità e non lo abbiamo saputo spezzare tranne in due o tre situazioni. Oggi non abbiamo quel tipo di giocatore, che al momento manca ma che probabilmente prenderemo”.
Infine in sala stampa è arrivato anche Gaetano Letizia: ” Oggi ci è mancato solo il goal, nel secondo tempo abbiamo fatto bene”.
Sulle parole del mister nel pre partita: “Lui non ha fatto nulla di che, forse i modi erano un po’ esagerati ma penso che sia una cosa normale e che si vede spesso. Dispiace per oggi ma noi dobbiamo pensare ad allenarci e a fare bene”.
Così sulla nostra riflessione sulle sue giocate e la sua posizione in campo: “Ti ringrazio per vedermi ancora come quel ragazzo che non ha mai smesso di amare questo gioco, diciamo che le giocate erano dettare principalmente da un’iniziativa personale”.
Ha poi concluso così: “Finché sarò qui darò sempre il massimo, mi sento a casa. Sui giocatori in uscita invece sono dinamiche della società, all’interno delle quali non possiamo entrare”.
