Nel post partita di Samb-Spezia, terminata 1-2, ad aprire la conferenza stampa è stato il direttore sportivo dei bianconeri, Guido Angelozzi, che ci ha tenuto a ricordare il proprio passato in riviera: “Sono tornato dopo tanti anni a San Benedetto, qui ho tanti amici e continuerò a pensarvi. Sono 3/4 le società alle quali sono affezionato, una di queste è la Samb”. Sugli obiettivi: “Non puntiamo per forza alla promozione, la squadra è tutta nuova. Vogliamo creare una base, vediamo poi nel proseguo della stagione se le cose andranno bene. Non voglio mettere pressione alla squadra, sono tutti giovani e vogliamo crescere”. Sul livello della Samb: “Ha un livello buono, anche la Samb ha cambiato tanto e prima di vedere i risultati ci vuole tempo, bisogna stare vicino a società, allenatore e squadra”.
Dopo di lui è intervenuto anche l’allenatore dello Spezia Marco Turati: “Sono soddisfatto per la mole di gioco prodotta. Avevamo contro un portiere contro che è molto forte, lo conosco e farà sicuramente molto bene. Siamo una squadra molto giovane e ricca di under, fino ad ora abbiamo fatto ottime cose ma c’è ancora molto da fare. Abbiamo anche peccato di ingenuità e non abbiamo chiuso la partita”. Anche lui sui possibili obiettivi: “Sicuramente vogliamo dare fastidio alle altre corazzate. Oggi avevamo una fascia intera che veniva dalla primavera e altri che venivano dal settore giovanile. Per vincere i campionati servono anche fattori come malizia e scaltrezza. Noi abbiamo dovuto seguire un altro percorso visto che lo scorso gruppo non ci ha seguito”. Cose da aggiustare e transizioni offensive: “Siamo ancora in una fase di costruzione. Ancora nelle zone centrali non riusciamo a percepire quando velocizzare e quando rallentare. Abbiamo 24 giocatori nuovi da 19 squadre diverse, molti arrivati anche negli ultimi giorni di mercato. Siamo sulla buona strada ma dobbiamo proseguire nel nostro percorso di crescita”.

Infine anche il mister rossoblu Boscaglia ai microfoni: “Loro ottima squadra, siamo partiti bene ma dopo il goal abbiamo smesso di giocare. Non abbiamo avuto il coraggio e ce li siamo portati in area di rigore. Loro hanno giocato come sanno noi no”. Sulla sua espulsione: “Cantonata tremenda dell’arbitro, dopo quello che abbiamo visto in campo, con fischi a senso unico, mi chiedo anche come si fa a dare solo 5 minuti di recupero. Le nuove regole hanno dato molto più potere agli arbitri, decidono loro quando contare sulle rimesse. Smetto qui di parlare degli arbitri”. I motivi per i quali la Samb ha smesso di giocare: “Bisogna ancora crescere, conoscerci e migliorare in fretta. Non dobbiamo avere alibi e bisogna lavorare meglio, capire fin da subito l’avversario che abbiamo davanti. Fino ad una certa la partita è stata perfetta poi anche fisicamente non abbiamo tenuto”. Cambi a inizio secondo tempo: “Abbiamo avuto dei problemi con Kosijer, che inizialmente aveva detto che stava bene, stessa cosa con Plicco”. In generale sempre sul tema cambi: “Molti giocatori me lo hanno chiesto e al 60′ li avevamo già finiti. Siamo stati costretti a effettuarne cinque troppo presto e questo non va bene”. Sul morale della squadra: “Il morale non è dei migliori ma dobbiamo credere nei nostri mezzi. Abbiamo affrontato due trasferte terribili con anche situazioni da superare che conoscete molto bene. Anche questo, ripeto, non deve essere una scusante”. Cause dell’atteggiamento tattico della squadra: “Sia colpe nostre che meriti loro. Quello che abbiamo fatto negli ultimi 25 metri dovevamo farlo 15 metri più avanti. In alcuni frangenti siamo stati bravi a ripartire ma dovevamo lavorare meglio negli uno contro uno. Faggioli lo abbiamo portato esterno perché in quella zona ci mangiavano e costringevano a fare uscire Pezzola per poi imbucarci. Poi abbiamo dovuto sostiutire qualche giocatore e non abbiamo avuto più la forza di ripartire e alzarci di più. Quando sei costretto a correre così dietro la palla poi fai tanta fatica. Loro comunque sono un’ottima squadra ma nonostante questo potevamo sia pareggiarla che vincerla”. Sui cali del secondo tempo e possibili cambi tattici: “Non è una questione di uomini, noi dobbiamo alzarci di più e avere più coraggio. Non possiamo portarci il nemico dentro”.

