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Sambenedettese, la terza maglia parla in dialetto: Bice Piacentini racconta l’identità rossoblu

La Sambenedettese presenta la terza maglia per la stagione 2026/27 e sceglie di farlo partendo dalle proprie radici. La nuova Third, realizzata da Erreà Creative Lab, abbandona i codici più tradizionali della prima divisa e affida alla poesia dialettale il compito di raccontare il legame tra il club e San Benedetto del Tronto.

Sul capo compare infatti un verso di Bice Piacentini, poetessa sambenedettese capace di raccontare attraverso il dialetto l’anima, i suoni e le immagini della città: “Sammenedètte, care bille mì”.

Foto: U..S. Sambenedettese

Una frase tratta da una delle sue poesie più conosciute, Sammenedètte, la cui celebre terzina finale recita:

“Sammenedètte, care bbille mî,
lu mare, tûne jè lu ppiù lucènte,
lu cîle tûne jè lu ppiù ttrecchì!”

Ovvero:

“San Benedetto mia cara,
il tuo mare è il più lucente,
il tuo cielo è il più turchino!”

Parole che diventano parte integrante della divisa e trasformano la nuova maglia in qualcosa che va oltre il semplice completo da gioco. Un richiamo diretto alla città e a quel sentimento di appartenenza che da sempre accompagna i colori rossoblù.

Anche dal punto di vista cromatico la Third segna una netta discontinuità rispetto alla classica Home a righe. La nuova maglia gioca infatti sulle tonalità petrolio, rosso e blu, colori ripresi anche nel dettaglio del polso e capaci di dare al completo un aspetto più scuro, moderno e materico.

Una scelta che rientra pienamente nella filosofia di Erreà Creative Lab, progetto pensato per esplorare l’identità dei club attraverso soluzioni grafiche e narrative differenti, andando oltre le tradizionali interpretazioni delle divise da calcio.

La terza maglia della Sambenedettese finisce così per parlare contemporaneamente due linguaggi: quello del colore e quello della parola. Da una parte una palette lontana dai canoni classici rossoblù, dall’altra il dialetto sambenedettese, utilizzato come elemento distintivo e come ponte tra squadra, territorio e memoria cittadina.

Un modo diverso di indossare San Benedetto del Tronto, portando sul campo non soltanto i colori della Samb ma anche una parte della sua cultura.

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